Corse agli sportelli e panici bancari 17 settembre 2007

In un articolo pubblicato nel 1983 sul Journal of Political Economy e intitolato Bank Runs, Deposit Insurance and Liquidity, Douglas W. Diamond e Philip H. Dybvig proposero un modello secondo il quale la crisi della singola banca si spiega col fatto che tutti gli istituti di credito trattengono sotto forma di riserva solo una frazione dei depositi raccolti, in modo da rispondere alla domanda di liquidità a breve termine dei propri depositanti. Le richieste di rimborso vengono soddisfatte dalle banche sulla base del principio del first-come, first-served - primo-arrivato, primo-servito: i rimborsi vengono effettuati sequenzialmente, fino a saturazione della capacità di restituzione dell'istituto. Tuttavia, se una porzione consistente dei depositanti sperimenta uno shock di liquidità e ritira i propri depositi anticipatamente, può accadere che tra gli altri clienti si diffonda la paura che un numero elevato di depositanti proceda a prelevare anticipatamente, così favorendo un assalto agli sportelli della banca. Nasce così un bank run - corsa agli sportelli - l'elemento che sta alla base del fallimento e dell’insolvenza della singola banca. Si tratta di una situazione per certi versi assurda, nella quale l'istituto potrebbe avere una struttura patrimoniale solidissima, essere gestito in maniera cristallina, ma la crisi di liquidità conseguente alla corsa agli sportelli potrebbe renderlo incapace di adempiere al proprio obbligo di rimborso e portarlo al fallimento. Ancor più grave è ciò che potrebbe accadere se la crisi si estendesse alle altre banche: le strettissime relazioni che intercorrono fra i vari attori del mercato interbancario, potrebbero favorire la degenerazione del bank run in un vero e proprio bank panic - panico bancario - ovvero una crisi sistemica capace di mettere in ginocchio l'intera infrastruttura finanziaria di una nazione. Nel modello di Diamond e Dybvig e in tutta la letteratura inerente l'argomento, il sistema più efficace per prevenire le corse agli sportelli e i panici bancari è identificato nella creazione di sistemi di assicurazione dei depositi bancari.
Un sistema di assicurazione dei depositi può essere definito come la risultante di provvedimenti legislativi o di accordi di autoregolamentazione, tali da far sì che il rimborso delle somme depositate presso un istituto di credito aderente al sistema sia garantito, in misura integrale o parziale, indipendentemente dalle condizioni di liquidità e di solvibilità della banca stessa. Per quanto riguarda i 25 paesi aderenti all'Unione Europea, la garanzia dei depositi bancari è una realtà fattuale e legislativa: la Direttiva 94/19/CE relativa ai "sistemi di garanzia dei depositi" ha imposto la creazione di sistemi di tutela dei depositi bancari, laddove mancanti, nonché definito i criteri minimi cui i sistemi esistenti e quelli di nuova creazione devono uniformarsi. Da uno studio pubblicato nel 2006 dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, il sistema di garanzia dei depositanti del mercato bancario italiano, risulta che il livello medio di copertura calcolato sui 25 paesi dell'Unione è pari a circa 27.000 euro. Il livello minimo armonizzato di tutela è fissato dalla Direttiva in 20.000 euro, una soglia che non viene raggiunta solo in tre paesi di recente ingresso nell’UE: Estonia, Lettonia e Lituania. Nelle tre repubbliche baltiche, tuttavia, sono già in corso processi di adeguamento graduale della garanzia che si completeranno entro il primo gennaio 2008.

posted by Schloss Adler @ 12:33,
2 Comments:
- At 18/9/07 11:05, Unknown said...
-
DENGHIU!
- At 29/10/10 17:40, said...
-
CE il sistema Fair Value Core Tier 1 - 2 per pgni cittadino o imprenditore da sviluppare e Relativa Metodologia Effetto Lìeva di incremento massimo Finanziario
da 2 a .......Volte e Oltre su se stessi in essere Presente in Verticale e in Tempo Reale
Grazie Antonio Motta Cell.335.1701152